Google oggi risponde da solo alle domande. Il tuo sito viene cliccato meno: cosa fare.
Di Emanuele Accenti, fondatore di EAdigital Consulting
In Search Console le impressioni, cioè le volte in cui il sito compare nei risultati di Google, tengono o addirittura crescono. I clic invece scendono, e le posizioni non sono crollate. Allora dove sono finite le visite?
In parte non sono mai partite. Chi ha cercato ha letto la risposta scritta dall'AI in cima alla pagina e si è fermato lì.
Da marzo 2025 le risposte AI di Google ci sono anche in Ticino, in italiano
Le AI Overview, i riassunti generati dall'intelligenza artificiale che compaiono sopra i risultati, sono arrivate in Svizzera il 25 marzo 2025. Lo ha annunciato Google sul suo blog: francese, tedesco, italiano e inglese, per chi è collegato con un account Google e ha almeno 18 anni. A ottobre 2025 è arrivata anche AI Mode, la ricerca in forma di conversazione, e la pagina di assistenza di Google oggi elenca sia la Svizzera sia la nostra lingua.
Chi cerca da Lugano o da Bellinzona, quindi, le vede già. Gli studi sui clic invece sono stati fatti altrove (quello di Pew negli Stati Uniti, gli altri non dicono il paese), ma vanno nella stessa direzione.
Il Pew Research Center ha analizzato la navigazione reale di 900 adulti americani a marzo 2025, in tutto 68'879 ricerche Google. Chi vedeva un riassunto AI ha cliccato un risultato tradizionale nell'8% delle visite, chi non lo vedeva nel 15%. Un link dentro il riassunto è stato cliccato solo nell'1% delle visite.
Anche Ahrefs ha confrontato il CTR (la percentuale di chi vede un risultato e ci clicca) di 300'000 parole chiave tra dicembre 2023 e dicembre 2025, con dati aggregati di Search Console. Dove compare una AI Overview, il CTR medio della pagina in prima posizione risulta più basso del 58% rispetto alla stima senza riassunto.
Sono studi con metodi diversi, e nessuno guarda il Ticino. Google, dal canto suo, li contesta: a ottobre 2025 una vicepresidente di Google Search ha detto al quotidiano svizzero Blick di non vedere i cali drammatici di cui parlano le fonti esterne. Io leggo entrambe le versioni e poi apro i dati del sito, che sono quelli su cui decidi tu.
Le domande perdono clic, chi cerca un fornitore clicca ancora
Seer Interactive ha studiato oltre 5 milioni di ricerche di 53 aziende tra gennaio 2025 e febbraio 2026. La risposta AI compariva nel 36% delle ricerche informative, nell'8% di quelle commerciali e nel 5% di quelle di chi vuole comprare.
In pratica "come funziona una pompa di calore" è il tipo di domanda a cui Google tende a rispondere da solo. "Ditta pompe di calore Mendrisio" è il tipo di ricerca in cui, stando a quei numeri, il riassunto AI compare di rado e chi cerca scorre ancora i risultati.
Me lo conferma un cliente che installa impianti fotovoltaici: le ricerche di chi vuole un impianto in zona continuano a portare visite al suo sito. Chi le scrive vuole sapere a chi chiedere un preventivo, e per scoprirlo deve cliccare.
Non lo prendo come un lasciapassare eterno. Nello stesso studio, le domande informative con "near me" (il nostro "vicino a me") mostravano la risposta AI nel 76.9% dei casi: Google comincia a mettere riassunti anche sopra i risultati locali. Seer stessa avverte che può variare molto da settore a settore, quindi va tenuto d'occhio.
Dai a chi legge un motivo per entrare nel tuo sito
Gli articoli generici del tipo "5 consigli per scegliere..." rispondono proprio alle domande informative, quelle dove il riassunto AI compare più spesso. Puoi continuare a scriverli, purché tu ci metta dentro quello che un riassunto non può dare.
- Metti le pagine dei servizi prima del blog: servizio e zona, chi viene, in quanto tempo, cosa succede dopo la richiesta.
- Indica prezzi o fasce di prezzo, anche larghe, spiegando da cosa dipendono. Nella mia esperienza è l'informazione che il cliente cerca di più e trova di meno.
- Racconta interventi veri fatti in zona, con foto tue e qualche dato concreto come metri quadri e tempi di consegna.
- Fai vedere chi sei, con nome e faccia: chi deve affidarti un lavoro vuole sapere con chi avrà a che fare.
Se qualcuno ti propone un servizio speciale per "ottimizzare per le AI Overview", sappi che Google, nella sua documentazione per chi gestisce siti, scrive che per comparire nei riassunti non servono requisiti aggiuntivi né ottimizzazioni speciali. La pagina deve essere indicizzata e poter mostrare uno snippet nei risultati, e anche così Google non garantisce che compaia.
Per ChatGPT e gli altri assistenti il discorso è simile, ma le fonti cambiano: ne ho parlato nell'articolo su ChatGPT che consiglia il concorrente.
16 settimane a confronto: dove stai perdendo clic, e perché
- Apri Search Console, menu Rendimento, "Risultati di ricerca".
- Clicca sul filtro della data, scegli la scheda Confronta e imposta date personalizzate: le ultime 16 settimane e, come confronto, le 16 settimane precedenti. Se il tuo lavoro è stagionale, usa le stesse settimane dell'anno scorso.
- Attiva in alto clic, impressioni, CTR e posizione media.
- Scendi alla tabella delle query e ordinala per differenza di clic.
- Dividi le query in 2 gruppi: le domande (come, quanto, perché, cos'è) e le ricerche con servizio e località.
Se le domande mantengono impressioni e posizione ma perdono clic, è probabile che la risposta la stia dando Google. Se invece calano i clic sulle ricerche con servizio e località, di solito la causa è un'altra: hai perso posizioni, oppure la tua scheda Google è rimasta indietro rispetto ai concorrenti. In quel caso riparti dalle basi della ricerca locale.
Non cercare un filtro "AI Overview", non c'è. Google conteggia quei dati, e quelli di AI Mode, dentro il tipo di ricerca "Web" insieme a tutto il resto.
Il traffico delle domande generiche, credo, non tornerà quello di prima. Chi deve scegliere a chi affidare un lavoro invece clicca ancora, e vuole trovare una pagina che lo aiuti a decidere. Su quelle pagine conviene spostare il tempo (e il budget di SEO) che prima andava negli articoli "come si fa", e rifare questo confronto ogni 3 mesi per vedere se la direzione è giusta.
Quando i clic scendono senza un motivo evidente, la risposta è nei numeri. Con i dati di Search Console separiamo le ricerche che perdono clic da quelle che tengono, e scegliamo da quali pagine cominciare.
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